La prima generazione di diritti umani.

I diritti umani di prima generazione risalgono alla Rivoluzione Francese, più in particolare alla Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789. Si tratta di diritti civili e politici che proteggono l’autonomia personale dall’ingerenza dello Stato e garantiscono la partecipazione degli individui alla vita ed alle decisioni politiche dello Stato.

Tra i diritti civili troviamo la libertà di opinione, la libertà di stampa, libertà di espressione, uguaglianza davanti alla legge e diritto alla sicurezza personale.

Dall’altro lato, i diritti politici mirano a garantire l’equa partecipazione dei cittadini alla vita politica e alla gestione del potere da parte della pubblica amministrazione. Tali diritti sono stati recepiti dalla Dudu e dal Patto sui diritti civili e politici, nei quali vengono espressamente tutelati i diritti alla vita, alla privacy e al giusto processo e vengono proibiti i lavori forzati, la schiavitù, la tortura ed altre forme di sfruttamento. Il Patto protegge inoltre i diritti di proprietà e alcune libertà fondamentali, quali la libertà di espressione e di religione e il diritto allo svolgimento di libere elezioni.

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I diritti di seconda generazione sono i diritti sociali, economici e culturali e vengono riconosciuti espressamente dal Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali. Tali diritti includono il diritto al lavoro, il diritto di associazione, il diritto all’educazione ed il diritto all’assistenza sociale.

Si tratta di quei diritti che prevedono non più solo obblighi negativi di non ingerenza da parte dello Stato, come quelli di prima generazione, ma anche un intervento attivo da parte dello Stato stesso tramite legislazioni specifiche al fine di garantire il godimento di uguali diritti a tutti i cittadini.

I diritti umani di terza generazione, riguardanti la collettività e la solidarietà sociale, si sono sviluppati solo recentemente. Questi comprendono i diritti che proteggono le categorie vulnerabili, oltre al diritto alla pace, allo sviluppo, all’assistenza umanitaria ed alla protezione dell’ambiente.

A livello internazionale, i diritti di terza generazione sono protetti da diverse convenzioni quali la Convenzione internazionale sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale (1965), la Convenzione delle Nazioni Unite sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (1979), la Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti (1984), la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (1989), la Convenzione internazionale sulla protezione dei diritti dei lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie (1990) e la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (2006).

L’ultimo stadio nell’evoluzione della tutela dei diritti umani si è avuto con la nascita di una serie di strumenti regionali di tutela, i quali prevedevano la costituzione di corti con competenza a ricevere anche ricorsi individuali. In Europa venne istituita la Corte europea dei diritti dell’uomo, nel 1959, che si occupa di garantire il rispetto e l’applicazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo del 1950.

Successivamente, nel 1969, fu adottata la Convenzione americana dei diritti umani, che portò nello stesso anno alla costituzione della Corte interamericana dei diritti umani ed infine, nel 1981, la Carta africana dei diritti dell’uomo e dei popoli e la relativa Corte africana dei diritti dell’uomo e dei popoli. Per quanto riguarda gli Stati arabi, solo recentemente (2004) è stata adottata la Carta araba dei diritti dell’uomo, da parte della Lega degli Stati arabi, la quale, tuttavia, non prevede meccanismi vincolanti per gli Stati partecipanti.

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